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Battaglia in Ue su strumenti anti-crisi, M5S ribadisce 'no' a Mes, Pd fermo sul 'sì'

Anche Recovery Fund al centro del digital debate organizzato da Hdrà

Tra Mes e Recovery Fund, in queste settimane si sta decidendo la risposta dell'Ue alla crisi scatenata dal coronavirus. I deputati dei diversi schieramenti politici italiani al Parlamento Ue si sono confrontati intervenendo al Digital Debate 'La risposta europea al Covid-19. I nuovi strumenti per sostenere la ripresa economica', organizzato dal gruppo Hdrà in collaborazione con l'ufficio del Parlamento Ue in Italia.

M5S - RECOVERY FUND INSUFFICIENTE, SU MES PERPLESSITA'. "La proposta franco-tedesca" sul Recovery Fund "non ci convince, 500 miliardi non sono sufficienti", ha detto l'eurodeputato del M5S e vicepresidente del Parlamento Ue, Fabio Massimo Castaldo. Il fondo Ue per la ripresa è da "finanziare con risorse proprie europee, come la border carbon tax, la tassa sul digitale e la tobin tax sulle transazioni finanziarie, così da non chiedere agli Stati membri ulteriori sforzi in termini di contribuzione netta al bilancio" comunitario, ha spiegato Castaldo, facendo appello a una soluzione ponte nell'attesa che i leader Ue raggiungano un accordo. L'eurodeputato ha confermato le "perplessità non ideologiche ma giuridiche ed economiche" del M5S sul ricorso al Mes, legate in particolare a possibili condizionalità future. "Non è un caso che anche altri Paesi, come la Spagna, il Portogallo e la Grecia, siano scettici sul Mes. La paura che serpeggia è che, attivando la linea di credito, uno Stato possa attirare attenzioni speculative".

FORZA ITALIA - RIGORISTI DEL NORD METTONO A RISCHIO UE. "La linea rigorista" dei Paesi del Nord Europa sul bilancio Ue e gli strumenti anti-crisi "rischia non solo di fare un danno ai Paesi del Sud, ma anche di diventare autolesionista perché senza Europa anche loro rischiano di finire a gambe per aria", ha detto il vicepresidente di Forza Italia e presidente della commissione Affari costituzionali del Parlamento Ue, Antonio Tajani. "Inizia ora una stagione di braccio di ferro in Europa dove sarà necessario far valere il peso del nostro Paese", ha sottolineato Tajani, d'accordo nell'"insistere sull'aumento delle risorse proprie" nel bilancio Ue per non pesare sui cittadini con "altre tasse".
"Servono leader capaci di affrontare questa condizione e serve una visione strategica complessiva politica e industriale. Il principio è investire nell'imprenditoria, italiana ed europea", ha aggiunto Tajani, ricordando che in Italia in particolare "c'è bisogno di liquidità, di far giungere soldi ai cittadini". 

PD - SI' AL MES E RIFORME PER L'EUROPA. Secondo l'eurodeputato del Pd Andrea Cozzolino "gli strumenti messi in campo dall'Ue" per rispondere alla crisi del Covid-19 "sono importanti: il Mes è l'unico che non prevede condizionalità, se non sulla sanità. Poi si porrà il grande tema su come attuare programmi di riforma nel nostro Paese".
"I temi da affrontare sono le risorse ma anche e soprattutto le sfide politiche" che questa crisi pone, ha spiegato Cozzolino, sottolineando la necessità di "una risposta forte da parte dell'Europa a cui non ci sono alternative", ma "la cui dimensione richiede delle riforme".

LEGA - CONDIZIONALITA' MES RESTANO NEL TRATTATO. Di avviso diverso sul Mes è l'eurodeputato della Lega Andrea Caroppo. "Dal Trattato, il Mes non può essere senza condizioni" e, nel caso della nuova linea dedicata alla pandemia, "si parla solo di mancanza di condizionalità per l'accesso. Per il resto, è la linea classica con controllo e sorveglianza, dunque va capito quali ripercussioni potrà avere", ha detto. "L'Ue deve fare uno sforzo consistente e schierare risposte all'altezza della gravità della condizione, perché il 70% degli italiani attende risposte dall'Europa", ha detto Caroppo, che chiede anche un rilancio coordinato del turismo europeo senza intese bilaterali. "Da settimane - ha detto - ascoltiamo tentativi di accordi tra alcuni Stati membri, mi auguro che si possa fare marcia indietro al più presto" perché "una cosa deve essere chiara: gli Stati meno colpiti devono aiutare quelli più colpiti".

FRATELLI D'ITALIA - RECOVERY FUND NON SARA' GRATIS PER GLI ITALIANI. "Anche il Recovery Fund non sarà gratis per gli italiani" perché il vicepresidente della Commissione Ue Valdis "Dombrovskis ha chiarito che verrà applicata una condizionalità con riforme strutturali" e "tutti ricordiamo cosa si può celare dietro questa dicitura: misure lacrime e sangue nei confronti dei cittadini e delle imprese", ha detto l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Carlo Fidanza, ribadendo anche il "giudizio molto critico" del suo schieramento politico sul Mes. "Alla fine - ha detto -, prevarrebbero le condizionalità del Trattato". Cruciale poi, secondo l'eurodeputato, un intervento Ue in materia di aiuti di Stato per evitare distorsioni sul mercato a favore dei Paesi con maggiore spazio fiscale. "Dovremo chiedere bilanciamento o ne usciremo massacrati" con "le imprese tedesche che potranno fare azioni predatorie" in Italia