M5S News

Ricostruzione ex Cirio a Castellammare, M5S chiede lo scioglimento del consiglio. Cimmino: “Io ho fatto revocare il permesso”

“Siamo al paradosso. Su mia precisa disposizione sono state avviate le procedure di verifica e di successiva revoca del permesso di costruire e della relativa convenzione per l’intervento sull’ex complesso Cirio”.

Lo dice il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, in riferimento alla richiesta di scioglimento del consiglio comunale avanzata dai Cinque Stelle.

“Apprendere che i deputati del M5S – aggiunge – hanno avanzato richiesta al Ministro degli Interni per lo scioglimento del consiglio comunale e che un gruppo di parlamentari ha chiesto l’invio della commissione per indagare sugli atti amministrativi del Comune di Castellammare è a dir poco sconcertante”.

Ed infatti “è incomprensibile che tali richieste provengono da chi oggi sostiene in Parlamento un Ministro che ha omaggiato della libertà esponenti della criminalità organizzata e si arrogano il diritto di richiedere al ministero dell’Interno lo scioglimento di un consiglio comunale e/o la nomina di una commissione d’accesso.

Sarei curioso di sapere quali elementi sono a sostegno di queste richieste. Se si conoscono i fatti, ditelo senza strumentalizzare un’inchiesta che non mi sfiora minimamente in quanto sono stato l’unico sindaco che ha posto fine a questa procedura”.

Per Cimmino, si tratta di “un atteggiamento quantomai anacronistico e arcaico che lascia perplessi. Anziché utilizzare il vostro ruolo nell’interesse del territorio portando avanti progetti ed iniziative per la nostra città l’unica cosa che sapete produrre sono richieste assurde. Si stanno forse cercando consensi altrove per porre rimedio alle numerose critiche sorte di attuale”.

Nello specifico, nei giorni scorsi i deputati del MoVimento 5 Stelle Teresa Manzo, Carmen Di Lauro e Luigi Iovino hanno inviato alla Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese un’interpellanza per chiedere lo scioglimento del consiglio comunale ai sensi degli articoli 143 e seguenti del Testo unico degli locali. In particolare, l’inchiesta della Procura di Torre Annunziata – nata da uno estratto dell’inchiesta “Olimpo” condotta dalla DDA di Napoli – ha portato nei giorni scorsi ad una richiesta di arresto ai domiciliari per i parlamentari Luigi Cesaro e Antonio Pentangelo per fatti risalenti al periodo in cui erano presidenti della Provincia di Napoli e relativi proprio al business della riqualificazione dell’ex complesso industriale stabiese.

Dalle intercettazioni contenute nell’indagine, inoltre, compare anche l’assessore comunale ai Lavori Pubblici Giovanni Russo (non indagato) che sarebbe descritto come una “pedina” dell’imprenditore Adolfo Greco.

“Siamo convinti – scrivono i Deputati – che la città meriti un’amministrazione comunale che sia al di sopra di qualsiasi dubbio o sospetto circa la trasparenza delle proprie decisioni, decisioni che incidono fattivamente sulla vita di tutti i cittadini. Dinanzi agli scenari profilatasi in queste ultime ore, quindi, abbiamo ritenuto fosse nostro dovere intervenire per richiedere lo scioglimento del consiglio comunale”.